Secondo il World Economic Forum, l’adozione dell’Intelligenza Artificiale (IA) può rappresentare un elemento utile a ridurre la disparità di genere nel mondo del lavoro, così come uno strumento per compiere importanti passi indietro.

Dalle analisi sullo stato di fatto dei settori che saranno maggiormente influenzati dalla AI, si prevede che l’implementazione di questa richiederà necessariamente competenze digitali specialistiche e una ridefinizione dei ruoli entry-level.

In questo contesto, bisogna tenere in considerazione che le mansioni più esposte alla sostituzione digitale sono ricoperti principalmente da donne, al contrario, il genere femminile è sotto-rappresentato nei ruoli che saranno sempre più richiesti per la gestione dei sistemi IA. Per dirlo con qualche cifra: l’International Labour Organization (ILO) stima che il 16% dei lavori in cui la rappresentazione femminile è maggioritaria sono esposti ad un alto rischio di sostituzione da IA, contro il 3% delle occupazioni a prevalenza maschile.

Dall’altra parte, i settori che beneficeranno maggiormente dell’adozione dell’IA sono quelli già a maggioranza di lavoratori uomini tra cui servizi scientifici, tecnici, finanziari, assicurativi e infrastrutturali necessari per il funzionamento dell’IA e che, come fa notare il monitoraggio di McKinsey and Company, in Europa hanno visto un importante calo di occupazione femminile nei ruoli tech, passando dal 22% nel 2023 al 19% nel 2026.

Si deve quindi dedurre che l’adozione sistematica dell’IA porterà inevitabilmente ad un incremento della disparità di genere?

No, se si attivano misure tali da trasformare una potenziale minaccia in un’opportunità per ridefinire il sistema attuale. Il World Economic Forum identifica 3 linee strategiche prioritarie in questo senso:

  1. Pianificare l’integrazione di politiche per la parità di genere nelle strategie per la gestione dell’IA, con particolare attenzione ai percorsi di formazione e riqualificazione, in modo tale da rendere equo l’accesso ai nuovi ruoli che l’IA richiede.
  2. Investire nella formazione e accesso al lavoro attraverso programmi di finanziamento mirati a rendere paritarie le competenze necessarie per l’impiego nei settori che saranno maggiormente valorizzati dall’implementazione dell’IA.
  3. Riprogettare l’equilibrio tra la vita lavorativa e privata per garantire la partecipazione di tutte e tutti, con orari di lavoro flessibili, congedi paritari, reti di supporto facilmente accessibili per la gestione della famiglia, politiche per la prevenzione di discriminazioni e molestie.

Condividi questa notizia sui social